Anatomia dell’orecchio

  1. Introduzione
  2. Come è fatto l’orecchio umano?
  3. Come funziona?
  4. Cosa succede se l’orecchio umano non funziona bene?
  5. Come si valuta il funzionamento dell’orecchio?

Introduzione

Per quanto riguarda l’anatomia dell’orecchio, bisogna innanzitutto sapere che l’orecchio umano è l’organo di senso che ci permette di sentire. Tecnicamente, si dice che l’orecchio è un trasduttore, cioè un apparato in grado di  trasportare energia sonora da un punto all’ altro dello spazio. Esso, infatti, rileva l’energia meccanica delle onde sonore (suono), la convoglia all’interno delle sue cavità e la trasforma in impulsi elettrici utili a generare al cervello la sensazione sonora.

Come è fatto l’orecchio umano?

L’orecchio si suddivide in tre parti:

  •  Esterno

  •  Medio

  •  Interno

 

 Anatomia dell’orecchio Esterno

Anatomia Orecchio Esterno

L’orecchio esterno è la prima porzione dell’apparato uditivo ed ha il compito di raccogliere le onde sonore. Esso, a sua volta, è costituito da:

  • Padiglione auricolare

  • Condotto uditivo esterno

Padiglione Auricolare

Il padiglione auricolare, è l’unico componente dell’orecchio visibile ad occhio nudo. Esso, si trova su ciascun lato della testa, esattamente attorno all’apertura del condotto uditivo esterno. Il padiglione auricolare, rappresenta la primissima porzione di orecchio che entra in contatto con l’onda sonora.  Grazie anche alla sua complessa architettura, svolge 3 funzioni fondamentali:

  1. Conduzione acustica: funzione che consente di convogliare le onde sonore all’ interno del condotto uditivo esterno
  2. Localizzazione del segnale: la presenza di due padiglioni auricolari permette di localizzare la sorgente sonora e, quindi, di individuare la direzione da cui giungono i suoni.
  3. Amplificazione del segnale acustico: le caratteristiche morfologiche del padiglione auricolare, arricchiscono il suono sia in intensità che in qualità, enfatizzando maggiormente le frequenze necessarie alla comprensione delle voci.

Condotto Uditivo Esterno (CUE)

Il condotto uditivo esterno è un piccolissimo canale che inizia dalla conca del padiglione auricolare e termina con la membrana timpanica. Le sue dimensioni (22-25 mm di lunghezza e 6,3-7,8 mm di diametro) e la sua conformazione, consentono all’orecchio umano di sentire i suoni compresi dai 20 Hz fino a circa 20.000 Hz. La sua forma è generalmente si presenta come una S corsiva ed ha le pareti ricche di ghiandole addette alla produzione del cerume. La produzione del cerume ha la doppia mansione di lubrificare e proteggere i canali uditivi da umidità e da infezioni.

Il condotto uditivo esterno è suddiviso in due parti, una formata da scheletro cartilagineo e l’altra formata da scheletro osseo. La cute che riveste entrambe le porzioni, ha uno spessore diverso che tende a diminuire dall’esterno verso l’interno, rendendo la parte profonda molto delicata.

Il condotto uditivo esterno è posizionato in corrispondenza dell’articolazione temporo-mandibolare, della fossa cranica media e la ghiandola parotidea.

Pertanto, alla luce di quanto detto, le  funzioni principali dell’orecchio esterno sono:

  • raccogliere e convogliare le onde sonore verso la membrana del timpano;
  • amplificare le frequenze tra i 500-4000 Hz fondamentali per la comprensione del parlato.

 Anatomia dell’orecchio Medio

Anatomia Orecchio Medio

L’orecchio medio è deputato a ricevere ed a trasmettere le vibrazioni prodotte dalle onde sonore. Anatomicamente è una cavità incamerata nell’osso temporale. La sua porzione centrale, più comunemente chiamata “cassa del timpano”, contiene il sistema timpano ossiculare che trasporta l’onda sonora dal mondo esterno fino all’orecchio interno. L’orecchio medio è pertanto costituito da:

Membrana Timpanica

La membrana timpanica, altrimenti detta Timpano, è situata al termine del condotto uditivo esterno e subito prima della cassa timpanica. Strutturalmente, è una sottile membrana di forma ovale e semitrasparente. Essa ha il compito di trasmettere le vibrazioni sonore, penetrate attraverso l’orecchio esterno, alla catena dei tre ossicini.
La membrana timpanica è suddivisibile in due regioni: la pars flaccida e la pars tensa. Anatomicamente è considerata il punto di confine tra l’orecchio esterno e la cassa timpanica: un incavo osseo appartenente all’osso temporale del cranio.

Tre ossicini (Martello Incudine Staffa)

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Nella cassa timpanica, prendono posto i tre ossicini dell’orecchio medio, ossia: il martello, l’incudine e la staffa.
L’unione di questi tre ossicini è chiamata catena ossiculare. Essi, infatti, sono posti in modo tale da poter comunicare tra loro. Hanno l’importante funzione di ricevere le vibrazioni sonore dal timpano, amplificarle e trasmetterle all’orecchio interno.
Dei tre ossicini dell’orecchio medio, il “martello” è quello che ha rapporti diretti con il timpano e riceve per primo le vibrazioni sonore. Nel martello, il punto di contatto con il timpano è in una regione nota come manico del martello.
La dinamica esatta, nel momento in cui giungono le vibrazioni sonore al timpano è la seguente: il primo a muoversi è il martello. Successivamente si muove l’incudine, su stimolo del martello. Infine, a muoversi è la staffa, dopo l’interazione con l’incudine.

Tuba di Eustachio

La Tuba di Eustachio è nota anche con come “tromba di Eustachio” o “Tuba uditiva” ed è il condotto che mette in comunicazione la cavità timpanica con il rinofaringe.
La tuba di Eustachio ha diversi compiti. Tra questi, garantire la giusta pressione a livello del timpano e impedire ai normali rumori corporei (quelli per esempio derivanti dalla respirazione o dalle deglutizioni) di andare ad interferire direttamente sul timpano.

Finestra ovale e finestra rotonda.

La finestra ovale e la finestra rotonda sono due membrane molto simili al timpano, situate al confine tra orecchio medio e orecchio interno.
Il loro compito è trasmettere le vibrazioni sonore dalla staffa a un liquido, chiamato endolinfa. Tale liquido è presente all’interno delle due strutture principali dell’orecchio interno, ossia: l’apparato vestibolare e la coclea.
A voler essere più precisi, la finestra ovale interagisce con la perilinfa dell’apparato vestibolare, mentre la finestra rotonda interagisce con l’endolinfa della coclea.
Per quanto concerne la posizione delle membrane in questione, la finestra ovale risiede sopra la finestra rotonda.

Muscoli dell’Orecchio Medio

Nell’orecchio medio trovano posto due muscoli: il muscolo stapedio e il muscolo tensore del timpano. Questi piccolissimi muscoli, sono utili a proteggere l’orecchio da danni derivanti da suoni forti o vibratori. Il muscolo stapedio è collegato alla staffa, mentre il muscolo tensore del timpano è unito al martello.
Entrambi muscoli in questione, hanno il compito di favorire il movimento dell’ossicino a cui si connettono e il loro meccanismo di azione è definito come segue:

  • lo Stapedio riduce l’approfondamento della staffa nella finestra ovale;
  • il Tensore del timpano aumenta la tensione della membrana del timpano.

Quando dall’orecchio esterno arriva un suono molto elevato, si contraggono contemporaneamente bloccando la catena ossiculare. Questo meccanismo è efficace nei casi di suoni medio gravi, mentre invece, risulta inefficace per i suoni esplosivi e nei suoni molto acuti.

 Anatomia dell’orecchio Interno

Anatomia Orecchio Interno

 

L’orecchio interno è la componente più profonda dell’orecchio, in quanto situato in una cavità dell’osso temporale chiamato labirinto osseo. E’ la sede dell’apparato uditivo dove avviene il processo di percezione dei suoni e il meccanismo di controllo e regolazione dell’equilibrio. Le parti che costituiscono l’orecchio interno sono sostanzialmente due:

  • Coclea

  • Organo dell’Equilibrio

 

In anatomia, il complesso organo dell’equilibrio – coclea prende il nome di labirinto membranoso.
Nel labirinto membranoso, circolano due liquidi caratteristici: la perilinfa e l’endolinfa.
Interponendosi tra il labirinto osseo e il labirinto membranoso, la perilinfa agisce da cuscinetto ammortizzante che impedisce gli urti tra una delle strutture dell’orecchio interno e le pareti ossee circostanti.
L’endolinfa, invece, gioca un ruolo fondamentale nel processo di percezione dei suoni e nei meccanismi di equilibrio.

Coclea

La Coclea è la struttura dell’orecchio deputata alla elaborazione e percezione dei suoni. Il suo aspetto è  simile a quello di una chiocciola, somiglianza alla quale deve il suo secondo nome.

Anatomia della Coclea

La Coclea è un lungo canale osseo avvolto su se stesso a spirale, formato da tre rampe piene di liquido endolinfatico. E’ situata davanti al vestibolo ed ha un’altezza di 5-6 mm e un diametro alla base di 9mm. Il canale osseo della Coclea è lungo 30 mm ed ha un diametro di 1-2 mm e forma due giri e mezzo di elica. Nella rampa centrale (Dotto Cocleare) è presente l’organo del Corti, dove sono inserite delle cellule cigliate. Le cellule cigliate, sono in contatto diretto con il nervo acustico (VIII nervo cranico) che porta il messaggio sonoro fino al cervello, dove il suono viene interpretato.

Come funziona la Coclea?

La coclea riceve le vibrazioni della staffa attraverso la finestra ovale. L’onda meccanica sonora si propaga lungo le cellule cigliate a seconda delle frequenze di cui è composta. I toni gravi eccitano la zona apicale delle cellule cigliate, mentre gli acuti la zona basale. Pertanto, nella Coclea avviene la prima analisi del suono, soprattutto nelle sue caratteristiche di frequenza (tonalità) e intensità (volume). Dall’orecchio interno parte il nervo acustico che ha il compito di trasportare gli impulsi nervosi al cervello, utili al riconoscimento e elaborazione del messaggio sonoro.

Organo dell’Equilibrio

Anatomia

L’Organo dell’equilibrio (Apparato Vestibolare) è una struttura connessa alla coclea, formata da tre canali semicircolari orientati secondo tre direzioni ortogonali e pieni di liquido.

Come funziona l’Organo dell’Equilibrio?

Grazie alla disposizione di tali canali, ogni movimento della testa mette in moto il liquido contenuto nei canali. Questo meccanismo fornisce al cervello informazioni in merito alla posizione della testa. Il sistema nervoso centrale, integrando queste informazioni con quelle provenienti dagli occhi e dai muscoli del corpo, ci permetterà di mettere in atto gli aggiustamenti posturali. Ovviamente, gli aggiustamenti posturali sono necessari per il mantenimento dell’equilibrio e la guida del movimento volontario.  Pertanto, a giocare un ruolo fondamentale nel meccanismo di regolazione dell’equilibrio sono gli otoliti e le cellule ciliate, presenti, assieme all’endolinfa, all’interno dell’apparato vestibolare. Infatti, il movimento degli otoliti e delle cellule ciliate, successivo agli spostamenti del corpo, produce un segnale nervoso, che informa l’encefalo dei suddetti spostamenti. Una volta che l’encefalo conosce gli spostamenti del corpo, produce una risposta su misura che garantisce stabilità e senso della posizione nello spazio, al soggetto in movimento.

Come funziona l’orecchio umano?

Le onde sonore presenti nell’ambiente, penetrano nell’orecchio esterno, attraversano tutto l’orecchio medio e concludono il loro percorso in corrispondenza dell’orecchio interno.
Grazie alla loro particolare anatomia, le strutture che formano l’orecchio esterno hanno il compito di convogliare le onde sonore verso l’orecchio medio.

  1. Il padiglione auricolare accoglie le onde sonore e fa sì che queste imbocchino il condotto uditivo esterno, fino al timpano.
  2. Con l’arrivo dei suoni al timpano, questo comincia a vibrare.
  3. La vibrazione del timpano segna l’inizio della partecipazione dell’orecchio medio al processo di percezione dei suoni. Vibrando, difatti, il timpano innesca la catena dei tre ossicini: il primo ossicino ad attivarsi è il martello, il secondo è l’incudine e l’ultimo è la staffa.
  4. Dalla staffa, le vibrazioni passano alla finestra ovale e alla finestra rotonda, le quali funzionano in modo simile alla membrana timpanica.
    Da questo momento in avanti, l’orecchio medio ha portato a termine i suoi compiti ed entra in scena l’orecchio interno.
  5. Le vibrazioni della finestra ovale e della finestra rotonda, infatti, mettono in moto l’endolinfa presente nella coclea. I movimenti dell’endolinfa cocleare rappresentano il segnale che innesca le cellule dell’organo del Corti.
  6. Una volta attivate, le cellule dell’organo del Corti si occupano dell’importante processo di conversione delle onde sonore in impulsi nervosi.
  7. A conversione avvenuta, entra in gioco il nervo cocleare, che raccoglie gli impulsi nervosi neogenerati e li invia al lobo temporale del cervello.
    Nel lobo temporale del cervello, ha luogo la rielaborazione degli impulsi nervosi e la generazione dei messaggi sonori ben definiti.

Cosa succede se l’orecchio umano non funziona bene?

Ipoacusia

Quando una o più parti dell’orecchio non funzionano bene, si verifica l’insorgenza dell’ipoacusia (calo uditivo). Quando si manifesta l’ipoacusia, non si sentono bene i suoni o non si capiscono bene le parole.

In base alla zona mal funzionante dell’orecchio si verificano diversi tipi di ipoacusia.

Quali sono i tipi di ipoacusia?

Esistono due differenti tipi di ipoacusia:

quando la malattia interessa la parte più esterna dell’orecchio, cioè il condotto uditivo, la membrana del timpano, gli ossicini presenti all’interno del timpano (martello, incudine e staffa);  (i tappi di cerume, le otiti acute e croniche, le perforazioni del timpano otosclerosi al primo stadio, sordità rinogena)

quando la malattia colpisce la coclea o il nervo acustico che serve a condurre il suono arrivato alla coclea dell’orecchio interno fino alla specifica area uditiva del cervello; (traumi acustici acuti, traumi dell’orecchio, malattie infettive o virali; sindrome di Ménière, Otosclerosi all’ultimo stadio, presbiacusia, cause ereditarie o congenite, sordità improvvisa).

Come si valuta il funzionamento dell’orecchio?

La diagnosi del funzionamento dell’orecchio, si fa attraverso la visita specialistica con il medico otorino o con il tuo Audioprotesista di fiducia che valuta la condizione del condotto uditivo e della membrana del timpano, oltre agli esami dell’udito.

Gli esami più frequenti sono:

  • Audiometria tonale:

consiste nel far udire dei suoni (toni puri) attraverso le cuffie e quando il paziente li sente alza la mano;

  • Audiometria Vocale:

si inviano in cuffia delle liste di semplici parole che il paziente deve ripetere;

  • Impedenzometria:

fornisce indicazioni riguardo il grado di elasticità della membrana timpanica. Quindi, se l’elasticità del timpano  è ridotta o assente, indica la presenza di una malattia che impedisce la corretta trasmissione del suono.

 

L’orecchio è una finestra sempre aperta che si chiude soltanto per la notte della sordità, quando meno te l’aspetti. Non trascurare questo meraviglioso organo, proteggilo e fai controlli periodici gratuiti.

Dott. Giulio Serva