L’AUDIOPROTESISTA

  1. Introduzione
  2. Quali sono le competenze di un audioprotesista?
  3. Chi è il paziente dell’audioprotesista?
  4. In cosa si distingue l’audioprotesista Invisiben?

 

INTRODUZIONE

L’Audioprotesista è il professionista laureato, abilitato alla risoluzione di problemi concernenti l’ipoacusia (calo uditivo) e, specificamente, svolge attività di prevenzione, correzione e riabilitazione di deficit uditivi. La correzione di tali deficit, viene realizzata attraverso l’applicazione di presidi protesici uditivi e lo svolgimento di attività mirate alla scelta e all’adattamento del dispositivo protesico uditivo.

Somministra al paziente ipoacusico, test di valutazione protesica e si accerta del beneficio derivante dall’applicazione protesica uditiva ed è l’unica figura professionale abilitata alla rilevazione dell’impronta del condotto uditivo.

QUALI SONO LE COMPETENZE DI UN AUDIOPROTESISTA?

La professione del dottore Audioprotesista, è mirata alla prevenzione e alla correzione dei deficit dell’udito, che prevede la fornitura dei dispositivi medici uditivi e il rispetto del protocollo applicativo, con una procedura ben definita, mirata a seguire il paziente in tutto il percorso riabilitativo. I passi fondamentali del protocollo applicativo sono:

 

  1. ANAMNESI AUDIOLOGICA 

  2. ESAMI AUDIOLOGICI 

  3. ESAME OTOSCOPICO

  4. INDIVIDUARE SOLUZIONE ADEGUATA AL PROBLEMA 

  5. APPLICAZIONE DEL DISPOSITIVO UDITIVO

 

ANAMNESI AUDIOLOGICA

Il primo passo del protocollo, prevede la somministrazione al paziente, di questionari riguardanti il grado della difficoltà legata all‘ipoacusia. La valutazione del grado di difficoltà del paziente, è un passaggio fondamentale del protocollo, perché la soggettività delle difficoltà non sono legate solo alla gravità del calo uditivo, ma anche alla vita sociale e professionale del paziente. Infatti, un paziente che subisce un calo uditivo in piena attività lavorativa, molto probabilmente, affronterà maggiori disagi rispetto ad un paziente in età pensionistica ,con lo stesso grado di ipoacusia.

 

ESAMI AUDIOLOGICI

Il passo successivo del protocollo applicativo, riguarda l’esecuzione dei test di audiometria protesica, quantitativi e qualitativi. Nello specifico i test riguardano:

  •  Esame  audiometrico tonale, dove al paziente vengono inviati in cuffia dei toni puri di diverse intensità allo scopo di poter valutare il grado dell’ipoacusia;
  • Esame vocale, il paziente dovrà ascoltare parole o frasi; ciò serve a dare una valutazione sulla discriminazione della voce e della funzione uditiva da un punto di vista qualitativo.
  • Esame Impedenzometrico: con il quale si può eseguire il Timpanogramma – esame che serve a valutare sia la motilità della membrana timpanica sia quella della catena degli ossicini. Praticamente, con questo esame si valuta la resistenza che l’orecchio medio oppone al passaggio delle onde sonore. Altro test che comprende l’esame impedenzometrico è la valutazione dei riflessi stapediali. Questo test è utile sia per una prima definizione delle capacità uditive dei bambini piccoli che non sono in grado di fornire una collaborazione attiva,  sia per verificare la funzionalità dei muscoli dell’orecchio medio e anche per valutare determinate funzioni dell’orecchio interno.

Per eseguire un esame audiometrico è necessario che il paziente venga posizionato in una cabina apposita (cabina audiometrica), oppure, in un ambiente insonorizzato. Tutti gli esami audiologici sopra descritti, sono di breve durata e non sono assolutamente dolorosi.

ESAME OTOSCOPICO

L’esame otoscopico (otoscopia) è l’esame obiettivo dell’orecchio.  Questo esame permette di ispezionare il condotto uditivo esterno e la membrana timpanica ed è  utile per individuare la presenza di corpi estranei, cerume in eccesso o condizioni patologiche causa di dolore o ipoacusia. L’otoscopia, viene eseguita con l’ausilio di un apposito strumento chiamato OTOSCOPIO. L’esame otoscopico, tra l’altro, è fondamentale per il rilevamento dell’impronta del CUE, utile per la produzione dell’apparecchio acustico endoauricolare (invisibile).

INDIVIDUARE SOLUZIONE ADEGUATA AL PROBLEMA

Sulla base del quadro diagnostico ottenuto dagli esami strumentali e sulle esigenze pratiche del paziente, sopra elencate, l’audioprotesista illustrerà la soluzione del problema e l’efficacia del dispositivo medico uditivo. La scelta sarà determinata da 3  aspetti fondamentali:

  1. Entità dell’ipoacusia

  2. Vita sociale e professionale del paziente

  3.  Importanza dell’aspetto estetico da parte del paziente

Oltre al grado della perdita dell’udito, lo stile di vita può variare molto tra un paziente e un altro. Ad esempio i pazienti che hanno vita sociale attiva, per esigenze professionali o per hobby, sono esposti maggiormente a rumore di fondo, quindi la conversazione sarà più difficoltosa. Pertanto, in questi casi, la scelta sarà orientata verso apparecchi che sono in grado di ridurre il rumore di sottofondo e migliorare il parlato. Contrariamente a ciò che accade ai pazienti più inclini a stare a casa, con i quali, infatti, si possono ottenere risultati soddisfacenti anche con apparecchi meno performanti. Molto importante è anche l’aspetto estetico, infatti, il desiderio della maggior parte dei pazienti è che gli apparecchi siano invisibili. 

APPLICAZIONE DEL DISPOSITIVO UDITIVO

Il passo successivo alla scelta del dispositivo acustico è quello di seguire il paziente nella riabilitazione acustica,  accertandosi del reale beneficio uditivo del dispositivo applicato. Gli esami audiologici utili per comprendere il beneficio del dispositivo acustico, sono:

  • Esame Audiometrico Tonale in campo libero, confronto senza apparecchi acustici e con gli apparecchi acustici

  • Esame  Vocale in campo Libero, confronto senza apparecchi acustici e con gli apparecchi acustici

Gli esami in campo libero, a differenza di quelli tradizionali eseguiti con la cuffia, sono effettuati ricorrendo a particolari amplificatori di suono posizionati in una stanza silente. Il confronto degli esami eseguiti con e senza apparecchi acustici, certifica il reale beneficio ottenuto, sia dal punto di vista del recupero acustico e sia per ciò che riguarda l’efficacia nella comprensione  della parola. Il percorso di riabilitazione acustica, comprende anche l’assistenza certificata a vita. L’assistenza certificata consiste nel supporto di cui necessita il paziente, per far si che i suoi dispositivi acustici funzionino sempre in base alle sue esigenze acustiche.

 

CHI E’ IL PAZIENTE DELL’AUDIOPROTESISTA?

Il paziente dell’audioprotesista, è quella persona che avverte l’esigenza di risolvere il problema legato al calo dell’udito (ipoacusia). Di conseguenza,  l’audioprotesista, agli occhi del paziente, è quel professionista in grado di ascoltare le sue reali esigenze e, quindi, in possesso delle competenze utili ad  individuare la soluzione più idonea. La perdita di una qualità scontata, come quella di sentire e comunicare, ha spesso effetti destabilizzanti sul soggetto che prende consapevolezza della sua nuova condizione di disagio. La perdita dell’udito, seppur in minima parte, riduce la capacità di comunicazione verbale e, quindi, conduce inevitabilmente il paziente a percepire anche la perdita della propria immagine sociale. Questo stato psicologico, oltre all’emarginazione, spesso può provocare delle reazioni simili alle fasi del lutto:

  • NEGAZIONE
  • DEPRESSIONE
  • COLLERA
  • TRISTEZZA
  • ACCETTAZIONE

Il compito più delicato dell’audioprotesista è quello di entrare in sintonia con il paziente, allo scopo di comprendere le sue reali esigenze uditive ed extra uditive.

QUALI SONO LE ESIGENZE EXTRA UDITIVE DEL PAZIENTE?

L’errore più frequente di un audioprotesista è quello di procedere spedito agli approfondimenti audiologici, senza aver prima dato ascolto alle reali esigenze del paziente. Bisogna sempre tener conto che le esigenze uditive, a livello di importanza, vanno di pari passo a quelle extra uditive. Tra le esigenze extra uditive, la volontà del paziente è tra quelle più importanti. Essa, infatti, indica il grado di determinazione e di fiducia verso il percorso riabilitativo e può essere classificata in:

  • VOLONTÀ SOGGETTIVA 
  • VOLONTÀ OGGETTIVA
  • RILUTTANTE

 

VOLONTÀ SOGGETTIVA

Può considerarsi volontà soggettiva, quando il paziente è cosciente e consapevole della sua condizione (ipoacusia) e, pertanto, desidera, di sua spontanea volontà, la soluzione al problema.

VOLONTÀ OGGETTIVA

Si individua la volontà oggettiva nei pazienti che prendono spunto del loro disagio solo dall’esasperazione dei loro familiari. Dover ripetere spesso le parole, il volume della tv a livelli insopportabili, sono tra le situazioni che scatenano continue tensioni e liti in famiglia. Pertanto, la volontà reale di questo tipo pazienti è più legata al desiderio di stemperare le tensioni in famiglia e non nella percezione di una esigenza propria personale.

RILUTTANTE

Il riluttante è colui che, pur essendo consapevole della sua condizione, rifiuta l’idea di un supporto acustico. Spesso, si rivolge all’audioprotesista solo nella speranza di sentirsi dire di essere in grado di tirare avanti senza dispositivi acustici.

La determinazione e la forza di volontà del paziente, sono elementi fondamentali per la riabilitazione uditiva. Senza di essi, l’operato dell’audioprotesista perde ogni efficacia. Per questo, ritengo sia di estrema importanza concentrarsi sugli aspetti psicologici del paziente, prima di procedere con gli approfondimenti audiologici.

IN COSA SI DISTINGUE L’AUDIOPROTESISTA INVISIBEN?

La parola chiave dell’audioprotesista Invisiben è Empatia. Essere empatico significa “mettersi nei panni dell’altro”, comprenderlo. Comprendere, significa “percepire le reali emozioni ed esigenze” per poi essere in grado di trasformarle in parole. L’audioprotesista Invisiben, non fornisce prodotti, ma soluzioni con le quali si ottengono risultati certificati dalla soddisfazione del paziente. L’audioprotesista Invisiben è colui che resterà sempre al fianco del paziente, supportandolo per tutto il percorso riabilitativo, con l’assistenza certificata a vita.

(La figura professionale del tecnico audioprotesista è regolamentata e definita nel Decreto Ministeriale n.668 del 14 settembre 1994.)

Dott. Giulio Serva