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Come si fa a capire se un bambino è sordo?

Come si fa a capire se un bambino è sordo?

Come si fa a capire se un bambino è sordo?

In questo articolo, ci proponiamo come obiettivo quello di rispondere ad una specifica domanda che molti genitori si sono posti almeno una volta: come si fa a capire se un bambino è sordo?La valutazione dell’udito nel neonato e la diagnosi di una eventuale sordità o ipoacusia, avviene tramite un’azione di screening audiologico, suddivisa in vari livelli, in base alle risposte del bambino ai test.Le statistiche rivelano che, solo 1 bambino su 1000 è sordo dalla nascita e solo 9 bambini su 1000 nati presentano un’ipoacusia.Esistono situazioni come:
  • parto prematuro;
  • ereditarietà familiare;
  • infezioni da parte della madre di herpes, rosolia o toxoplasmosi;
che possono portare, come conseguenza, una perdita uditiva nel neonato e vanno, quindi, valutate con estrema cura, durante la gravidanza e dopo la nascita del bambino.Molte volte, i genitori, si allarmano per delle risposte non chiare nel comportamento del bambino. Tuttavia, fortunatamente, nella maggior parte dei casi, si tratta di falsi allarmi. Infatti, è molto comune che i bambini non si sveglino per rumori troppo forti o non reagiscano a determinati suoni.

Ma, allora, come si fa a capire se un bambino è sordo?

Di seguito, proponiamo delle situazioni che possono aiutare un genitore a comprendere meglio e nel caso, accorgersi che qualcosa non va.

Dalla nascita fino ai 6 mesi

  • Si spaventa, piange o comunque ha una reazione istintiva in caso di un rumore forte o improvviso;
  • mentre viene allattato, interrompe la poppata in caso di suoni fastidiosi o tropo alti;
  • trova tranquillità in suoni ripetitivi, come lo scorrere dell’acqua, la musica melodica o il rumore del phon;
  • inizia ad emettere suoni composti da vocali (questo avviene intorno ai 3 mesi dalla nascita solitamente);
  • trova piacevole giocare con giochi musicali;
  • intorno ai 5 mesi, riesce ad acquisire la mobilità del collo e si gira verso la sorgente sonora;
  • inizia a riconoscere le voci familiari.

Dai 6 agli 8 mesi si aggiungono:

  • Capacità di reazione ai suoni familiari;
  • il bambino passa dall’esclusiva emissione di vocali, all’emissione di suoni sillabici: “ma-ma”,”ba-ba”, “la-la”… (Lallazione);
  • tenta, per quanto gli sia possibile, di imitare dei suoni che lo circondano.

Dagli 8 ai 12 mesi si aggiungono:

  • Inizia a prendere coscienza del suo nome e lo riconosce;
  • La musica e le canzoni, attirano molto la sua attenzione e tenta di riprodurle con la sua voce;
  • Attira l’attenzione con urla;
  • La produzione dei suoni, risulta più ricca.

Nel primo anno di vita:

  • Balla quando la musica gli piace;
  • Comprende semplici azioni e comandi (es: “fai ciao!”, “apri la bocca”);
  • Incomincia a trasformare la lallazione in emissione di parole di senso compiuto (es: “ma-ma” – “mamma”, “pa-pa” – “papà” … );
  • Inizia a distinguere e ad associare suoni agli oggetti;

Dal 3 anno di vita

Il bambino, acquista un’abilità comunicativa basilare che gli consente di esplorare ed interagire al meglio con il  mondo che lo circonda; infatti, inizia a:
  • fare domande;
  • rispondere a domande che gli vengono sottoposte;
  • è capace di percepire il pericolo attraverso i suoni, se vive una situazione già vissuta;

Perché è importante capire se un bambino è sordo?

La valutazione della capacità uditiva nel neonato, risulta fondamentale per l’identificazione e la diagnosi precoce di sordità che, se non identificata in tempi opportuni, può rivelarsi come un risvolto negativo per l’apprendimento del linguaggio e non solo.Risulta, quindi, fondamentale, identificare la sordità nel più breve periodo possibile e muoversi velocemente verso la risoluzione del problema, al fine di permettere al bambino di essere in grado di interagire normalmente con il mondo che lo circonda.

Screening Neonatali per identificare l’ipoacusia alla nascita

La valutazione audiologica del bambino dal momento della nascita, viene effettuata tramite differenti strutture e livelli di valutazione:
  • I livello;
  • II livello;
  • III livello;
  • Centro di I livello (Test effettuato alla nascita)

La valutazione di I livello, viene effettuata da personale specializzato come Tecnico audiometrista e/o da personale infermieristico che dispone di attrezzature di registrazione delle otoemissioni acustiche evocate da transienti (TEOAE).Le otoemissioni acustiche, fanno parte di quegli esami non invasivi e non prevedono nessuna risposta dal bambino. L’esame, consiste nell’inviare un suono all’orecchio del piccolo paziente e si registra semplicemente la risposta che il sistema neurofisiologico offre.Quando l’esame è ok, non si necessita di alcun approfondimento, mentre invece, nei casi di risposta negativa al test, viene richiesto di ripetere l’esame in strutture attrezzate definite di secondo livello.
  • Centro di II livello (entro il primo mese di vita)

La valutazione di 2 livello, viene effettuata dal tecnico audiometrista specializzato che dispone di TEOAE e di attrezzature per potenziali evocati uditivi automatici del tronco (ABR).Durante una valutazione di secondo livello, il bambino viene nuovamente sottoposto alle (TEOAE) e, se il test risulta positivo, il bimbo viene dichiarato normudente. Nel caso contrario, il percorso continua con un approfondimento ABR.L’ABR è anche lui un esame assolutamente non invasivo per il bambino e prevede l’uso di una cuffia e degli elettrodi che posizionati nella testa, registrano dati elettrici in grado di fornire informazioni importanti sull’orecchio. L’esame prevede semplicemente un pò di tranquillità. Pertanto, se il bambino è calmo, non si necessita di alcun sedativo.Nel caso di risposta negativa ai test, si passa ad una valutazione più approfondita presso le strutture di 3 livello, preferibilmente entro 3 mesi dalla nascita del bambino.
  • Centro di III livello (entro il terzo mese di vita)

I casi che raggiungono il 3 livello, vengono posti sotto la valutazione dello specialista Audiologo.Nella valutazione in struttura ospedaliera di 3 livello, si è dotati di tutte le strumentazione idonee e si possono effettuare ulteriori approfondimenti. Spesso, l’audiologo indaga su quali possono essere state le cause scatenanti un’eventuale ipoacusia del bambino, partendo, per esempio, da accertamenti diagnostici eziologici (genetici, consulenze, studio per immagini ect.).Grazie a tutti questi test ospedalieri, lo specialista, valuterà la capacità uditiva del bambino e la soglia audiometrica, estrapolando un quadro chiaro per un’eventuale protesizzazione acustica.Il recupero della capacità uditiva del bambino, sarebbe necessariamente meglio se avvenisse entro il primo anno di vita. In questi casi, infatti, si riducono spiacevoli ripercussioni sull’apprendimento del bambino.

Cosa vuol dire essere sordo per un bambino?

La perdita uditiva per un bambino, rappresenta un ostacolo al corretto apprendimento e alla corretta interpretazione dell’ambiente che lo circonda.Il bambino, ha il compito di esplorare e tramite questa continua curiosità, apprende ed impara tramite le interazioni con il mondo.Queste interazioni, avvengono tramite i sensi di cui dispone e la mancanza o l’indebolimenti di uno di essi, comporta una difficoltà e/o un ritardo nella scala dell’apprendimento.L’ipoacusia o la sordità nel bambino, colpisce in primis l’apprendimento del linguaggio e, di seguito, vengono valutate forme di ipoacusia di diverse gravità, quali:
  • LIEVE;
  • MODERATA;
  • GRAVE O PROFONDA;

IPOACUSIA LIEVE

Rappresenta la locazione della soglia di minima udibilità, tra i 20 – 40 dB.Un’ipoacusia pre-linguale (prima di aver imparato a parlare) di natura lieve comporta:
  • la mancata percezione di determinati elementi acustici, come alcune consonanti- occlusive sorde (p, t, k), fricative sorde (f, s, sc); tuttavia, la maggior parte del linguaggio resta udibile;
  • problemi di percezione in presenza di rumore in sottofondo.
ipoacusia Lieve

IPOACUSIA MODERATA

Rappresenta la locazione della soglia di minima udibilità, tra i 40 – 70 dB.Un’ipoacusia pre-linguale di natura moderata comporta:
  • La percezione solo dei fonemi di maggiore intensità, cioè emessi ad alta intensità e da vicino;
  • Un importante ritardo nell’elaborazione del linguaggio e su tutta la sfera di apprendimento, se non si è intervenuti in tempi opportuni;
  • L’insorgere di deficit di attenzione, dove, anche in questo caso, l’approccio precoce è di notevole aiuto.
Una perdita di natura moderata, può essere risolta con un buon risultato, tramite l’ausilio di protesi acustiche.

IPOACUSIA GRAVE O PROFONDA

Rappresenta la locazione della soglia di minima udibilità al di sotto dei 70 dB.Un’ipoacusia pre-linguale di natura grave o profonda comporta:
  • la mancata percezione del linguaggio, se la problematica uditiva non viene affrontata tramite l’ausilio di protesi acustiche o impianto cocleare;
  • un grave ritardo nello sviluppo del linguaggio e nell’apprendimento, se non si interviene quanto prima;
  • l’insorgere di deficit di attenzione;
  • alterazioni dell’esposizione orale con modificazione del modo di parlare.
Nel caso sia necessaria una riabilitazione audioprotesica nel bambino o nel neonato, va effettuata nel minor tempo possibile per evitare conseguenze e ritardi nell’apprendimento.Ipoacusia grave
Maurizio Saliola
Maurizio Saliola
invisiben.it

Ciao, sono il Dott. Maurizio Saliola, soprannominato dai miei pazienti " Il dottore dell'udito invisibile" in virtù del lavoro che svolgo. La mia passione è aiutare le persone a riavere l'udito invisibile come al naturale. E' per questo che, ogni giorno mi impegno a risolvere anche i casi più complessi.

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2 Comments
Martina

Ciao, mi chiamo Martina e sono nata prematura il 13 dicembre del 1993, in Austria dopo un episodio di ipossia anossia durato 3 minuti, alla 32 esima settimana. A 17 anni dopo l’interruzione della pillola anticoncezionale BELARA ho avvertito tinnito a entrambe le orecchie e il medico di base mi ha prescritto vertiserc, a seguito dell’assunzione della prima compressa e dopo 6 ore della seconda, ho avuto un crollo della pressione sanguigna, nistagmo, non riuscivo a muovermi e a sentire nulla, tanto che con me si doveva scrivere . L’otorino ha detto che ero completamente sorda, si è chiesto come io riuscissi a sentire, e che se integratori di ginko Bologna non aiutavano non c’era molto che si potesse fare. Per 12 mesi ho assunto lo stesso farmaco con nomi commerciali diversi che ora non ricordo. Altri otorini invece hanno detto che non è nulla. Ora almeno so che sono allergica alla betaistina. Tengo le mie orecchie pulite con l’acqua della doccia. Ma nessuno nella mia famiglia si è mai accorto della mia sordità . Adesso mi trovo a Vienna dove vivo e lavoro. Mi chiedevo, quando è che devo far fare il test dell’udito ai miei gemelli? Non ho toxoplasmosi (test effettuato negativo), ma nel pass madre bambino che lo stato viennese consegna manca quel test…

Buongiorno Martina, il tuo caso è molto particolare ed anche interessante, tuttavia, non penso sia correlato alla preoccupazione dei tuoi gemelli. Normalmente i bambini, nella maggior parte del mondo sono sottoposti già alla nascita ad un esame strumentale chiamato otoemissione acustiche durante la prima settimana di vita in ospedale, pertanto se ad oggi non hai avuto nessuna segnalazione possiamo sostenere che i tuoi gemelli stano bene. Ti faccio tanti auguri per tutto.

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