COME FUNZIONA L’ORECCHIO?

Se vuoi sapere come funziona l’orecchio umano, allora sei nel posto giusto!

orecchio

 

  1. COME FUNZIONA L’ORECCHIO?
  2. LE 3 FASI DELLA PERCEZIONE SONORA
  3. ESTERNO
  4. MEDIO
  5. INTERNO

 

 

Ma come funziona l’orecchio?

Il suono può essere rappresentato come un onda propagata da una goccia che cade in acqua.

ondaQuando questo accade, l’onda stessa si propaga e può colpire un qualunque ostacolo o corpo.

Nel caso del suono, l’onda si propaga nell’aria fino ad arrivare al nostro orecchio. In primo luogo incontra il padiglione auricolare, cioè la struttura che riusciamo a vedere dall’esterno della testa.

Il suono, quindi, passando dentro tutte le cavità articolate del Padiglione, viene già modificato seguendo una propria caratteristica unica e diversa da persona a persona. Infatti, si può attestare con certezza che la struttura del padiglione auricolare è simile ad un impronta digitale, diversa ed unica per ognuno di noi.

Il percorso dell’onda sonora

Il suono, pertanto, dopo esser stato modificato dalla superficie frastagliata del padiglione, si inserisce nel canale uditivo dove colpisce la membrana timpanica. Questa condizione genera un movimento della struttura meccanica (Timpano e Ossicini) che amplificando a sua volta l’onda sonora, la trasferiscono, in maniera meccanica, all’interno della coclea. Nella coclea ci sono le cellule ciliate immerse in un liquido (Endolinfa) e si comportano come le alghe in un fiume. Quando c’è corrente in acqua, le strutture flessibili come le alghe si muovono a seconda di come tira la corrente. Nell’orecchio accade un processo simile, in cui il movimento degli ossicini è in grado di spingere il liquido endolinfatico e creare quindi questa pressione che provoca il movimento delle cellule ciliate.

Quando la cellula ciliata si sposta, si crea una depolarizzazione, cioè la cellula è in grado di rilasciare un neuro-trasmettitore che viaggerà nel nervo acustico.

Semplificando ulteriormente, l’onda sonora si è appena trasformata in un segnale elettrico in grado di stimolare quindi il nervo acustico ed inviare lo stimolo fino al cervello dove verrà elaborato come un informazione sonora.

Premettiamo che l’orecchio è un organo di senso molto complesso e la recezione sonora si compone in più fasi a cui prendono parte differenti strutture anatomiche.

 

Le 3 fasi della percezione sonora

Funzionalmente la percezione sonora può essere semplificata in di 3 fasi principali:

  1. Trasporto Meccanico – coinvolge “l’orecchio esterno” e “l’orecchio medio”, i quali conducono il suono (vibrazione meccanica) con l’obiettivo di mettere in movimento i fluidi cocleari.
  2. Trasduzione da Onda Meccanica a Segnale Bio-Elettrico –  rappresenta la conversione delle onde (meccaniche) che si propagano nei fluidi cocleari, le quali mettono in movimento le cellule ciliate, generando un segnale bio-elettrico che verrà trasportato dalle fibre nervose del nervo acustico sino all’encefalo.
  3. Percezione del Suono – rappresenta l’elaborazione a carico del cervello dei segnali inviati dall’orecchio generando quindi, la sensazione del suono.

 

 

Come funziona l’orecchio esterno?

L’orecchio esterno è costituito da:Padiglione auricolare

  • Padiglione Auricolare (P.A.)

  • Condotto Uditivo Esterno (C.U.E.)

 

Padiglione auricolare

Il Padiglione Auricolare, posto sulla faccia laterale del cranio, è una piega cutanea provvista di scheletro cartilagineo che ne condiziona la forma, la direzione e la rigidità.

La struttura del padiglione comprende uno scheletro cartilagineo ricoperto da cute che determina tutti i rilievi e le depressioni del padiglione eccetto il lobo costituito da tessuto adiposo.

La sua funzione fondamentale, è quella di convogliare i suoni verso la membrana timpanica enfatizzando soltanto alcune frequenze, in grado di migliorare l’intellegibilità della voce specialmente in ambienti rumorosi.

Nella persona ipoacusica, l’uso di un apparecchio acustico tradizionale posto sopra il padiglione, crea una condizione acustica non corretta, in quanto il suono non viene più prelevato dal padiglione bensì dai microfono posti sopra lo stesso. Questa situazione acustica non naturale, obbliga il cervello a fare un’analisi della voce privata di informazioni naturali.

Al contrario l’utilizzo di un apparecchio acustico endoauricolare invisibile dall’esterno perché completamente nascosto alla vista, viene costruito seguendo fedelmente il condotto uditivo del paziente, e questo permette di tornare a sfruttare le funzionalità del padiglione auricolare.

Proprio per questo noi di Invisiben proponiamo soluzioni estremamente personalizzate, costruite appositamente per l’orecchio che andrà ad ospitarle, al fine di rendere l’ascolto il più naturale possibile!

 

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Condotto uditivo esterno

Il Condotto Uditivo Esterno (CUE) è un canale composto da un tratto cartilagineo e un tratto osseo che inizia dalla conca del padiglione auricolare e si dirige internamente, terminando a livello della membrana timpanica.

Diverso in ognuno di noi, il condotto uditivo è composto per un terzo (1/3) da una struttura cartilaginea originaria dal padiglione auricolare e per i restanti due terzi (2/3),  le pareti sono costituite dalla struttura ossea del cranio.

Presenta un diametro variabile nelle diverse porzioni. Infatti, in corrispondenza dell’orifizio esterno è massimo (8.9 mm), per decrescere progressivamente fino all’istmo (6 mm), punto che segna il passaggio tra la porzione cartilaginea e quella ossea.

Il CUE è rivestito da cute provvista di peli e ghiandole (apocrine e sebacee) che hanno il compito di pulizia e difesa dell’orecchio.

Proprio nel condotto uditivo esterno, si posizionano le soluzione proposte da Invisiben, in maniera tale, da risultare infinitamente più discrete e confortevoli rispetto agli apparecchi acustici tradizionali sopra le orecchie.

 

 

Come funziona l’orecchio medio?

L’orecchio medio è scavato nella rocca petrosa dell’osso temporale, ed è delimitata da un lato dalla Membrana Timpanica e dall’altro dalla Finestra Ovale.

È costituito da:

  • Timpano;

  • Catena Ossiculare (Martello, Incudine e Staffa);

  • Tuba di Eustachio.

Il timpano

Il timpano è posizionato al termine del condotto uditivo ed il suo compito è quello di vibrare all’impatto con il suono (vibrazione meccanica) convogliato dal padiglione auricolare al condotto uditivo.

Una volta messa in vibrazione la membrana timpanica, la stessa trasporta la vibrazione alla successiva struttura anatomica chiamata Catena Ossiculare.

 

La catena ossiculare

Come funziona l'orecchio gli ossicini dell'orecchio

i 3 Ossicini dell’Orecchio

Con il termine catena ossiculare intendiamo 3 ossa, le più piccole del corpo umano, che compongono un sistema di leve: Martello, Incudine e Staffa, articolate tra loro per diartrosi e tenute in posizione da legamenti.

La catena ossiculare ha il compito di trasferire le vibrazioni generate dal movimento della membrana timpanica fino ai liquidi labirintici all’interno della coclea.

  • Martello

Si articola con l’incudine e presenta una testa, un collo, un manico e i processi anteriore e laterale.

  • Incudine

Si articola con il martello e con la staffa e si compone di un corpo e due processi.

  • Staffa

Si articola da un lato con l’incudine e si inserisce dall’altro nella finestra ovale.

 

Scopri di più sugli Ossicini dell’Orecchio nel nostro articolo dedicato; Clicca qui!

 

Tuba di Eustachio

La tuba di Eustachio è un canale di 3, 4 cm che mette in comunicazione l’orecchio medio con il rinofaringe.

E’ composta di due sezioni, una cartilaginea e una ossea ed ha il compito funzionale di equilibrare la pressione interna della cassa timpanica rispetto l’ambiente esterno.

 

 

Come funziona l’orecchio interno?

 

L’orecchio interno per semplicità si suddivide in due grandi zone:

orecchio interno

  • La zona vestibolare legata all’equilibrio, composta da: Utricolo, Sacculo e dai Canali Semicircolari;
  • La zona uditiva dove viene trasdotto il suono da meccanico a bioelettrico.

 

Quando la staffa si muove come risultato di un suono che raggiunge il timpano, mette in movimento il liquido della coclea determinando uno specifico movimento della membrana basilare, noto come “onda viaggiante”.

Questa onda si sposta dalla base della coclea verso l’apice della stessa.

Per rendere esempio, possiamo pensare a quando scrolliamo un lenzuolo.

Facendolo, si crea un onda che arriva fino alla fine del lenzuolo stesso.

Ciascun punto della membrana basilare è sintonizzato su una specifica frequenza pertanto, ad ogni frequenza specifica, ci sarà una risonanza specifica, in grado di trasmettere al nervo acustico il segnale equivalente.

La trasduzione del suono avviene essenzialmente nell’ Organo del Corti.

Esso rappresenta la parte funzionale della coclea, in cui troviamo l’unità funzionale del sistema uditivo, le cellule ciliate, e qui avviene, proprio grazie ad esse, la trasformazione delle onde sonore (meccaniche) in impulsi nervosi (segnali Bio-Elettrici).

Come funziona l'orecchio l'organo del Corti

Le Cellule Ciliate

Ci sono due tipi di cellule ciliate: interne ed esterne. Le cellule ciliate interne sono disposte in una sola fila mentre quelle esterne in 3-5 file immerse nel liquido della scala media (endolinfa).

Le cellule rispondono alla deflessione delle ciglia (stereociglia) provocando un cambiamento nel potenziale di membrana delle cellule ciliate stesse.

I due tipi di cellule ciliate interne ed esterne esplicano funzioni completamente diverse.

  • Le interne percepiscono la vibrazione della membrana basilare e trasferiscono la stimolazione elettrica (potenziale d’azione) alle fibre del nervo uditivo che terminano su di esse.
  • Le esterne reagiscono alla deflessione delle ciglia (stereociglia) in modo simile a quanto avviene per le cellule ciliate interne, ma presentano una funzione completamente diversa.
    Le cellule ciliate esterne si contraggono accorciandosi e si allungano in risposta alla deflessione delle loro stereociglia, questo particolare movimento aiuta la membrana basilare a vibrare creando un vero e proprio effetto di “amplificazione percettiva”.

Le cellule ciliate esterne sono più vulnerabili rispetto alle cellule ciliate interne e sono danneggiate da esposizione al rumore e a farmaci ototossici, in misura maggiore rispetto alle cellule ciliate interne.

Proprio per questo è fondamentale controllare lo stato di salute del tuo udito almeno una volta l’anno, così da evitare spiacevoli peggioramenti che, nel peggiore dei casi, potrebbero risultare irreversibili e/o non trattabili.

L’ultimo Step per la percezione sonora è a livello centrale (cervello), dove il segnale trasportato dal nervo uditivo viene interpretato come sensazione di suono.