Orecchio Esterno

Indice di “Orecchio Esterno”

Tempo di lettura: 4 minuti.

  • Orecchio Esterno, che cos’è?

  • Orecchio Esterno, come è composto?

  • Il Padiglione Auricolare

  • Il Condotto Uditivo Esterno

  • Patologie Orecchio Esterno

 

Prima di iniziare con la lettura, se ti piace rimanere sempre aggiornato e trovi interessanti i nostri articoli, ti suggerisco di seguirci sulle nostre pagine social in modo da rimanere sempre aggiornato sulle nostre ultimissime pubblicazioni.

Puoi farlo immediatamente da Qui.

 

Orecchio Esterno, che cos’è?

L’orecchio esterno rappresenta la struttura più esterna dell’orecchio ed è la parte esposta all’aria che respiriamo.

In sintesi estrema, l’orecchio esterno ha il compito di rendere il segnale sonoro migliore alla nostra comprensione. O meglio, con la sua forma, riesce a dare maggior valore al suono, amplificandolo alle frequenze specifiche. Questo semplice sistema fisiologico di partenza, rende più semplice l’analisi al nostro cervello.

Anatomia orecchio

 

Orecchio Esterno, come è composto?

Dell’orecchio esterno fanno parte :

  • il Padiglione Auricolare;
  • il Condotto uditivo esterno.

 

In anatomia, il complesso dell’orecchio esterno inizia dalla zona più esterna, cioè il padiglione e come da immagine sopra riportata finisce alla membrana timpanica.

 

Il Padiglione Auricolare

Il Padiglione Auricolare o Pinna Auricolare, è una complessa struttura anatomicamente composta da una serie di corpuscoli che hanno tutti una propria funzionalità.

Con esattezza, il padiglione auricolare e formato da:

 

Padiglione Auricolare

  • Elice
  • Branca dell’elice
  • Tubercolo di Darwin
  • Fossa Scafoidea
  • Antelice
  • Conca
  • Lobo
  • Antitrago
  • Incisura Intertragica
  • Trago
  • Fossa Triangolare

Il padiglione auricolare, quindi, grazie alla sua complessità anatomica, è in grado di enfatizzare il suono a certe frequenze e con certe caratteristiche. Quando il suono colpisce il padiglione, assume una connotazione specifica, a seconda di:

  • Da dove arriva il suono;
  • Quale è la sua frequenza.

In pratica, possiamo dire che l’amplificazione del padiglione auricolare è di circa 10 dB su tutte le frequenze. Ovviamente, di padiglioni auricolari ne abbiamo due. Uno a destra ed uno a sinistra.

Pertanto, la localizzazione delle due pinne al centro della testa ai lati opposti, crea un effetto ombra se il suono viene da destra oppure da sinistra. Infatti, se un suono viene dalla nostra destra, lo stesso colpirà prima l’orecchio destro e con una frazione di ritardo anche l’orecchio sinistro. L’ombra della testa, quindi, oltre a creare un chiaro ritardo di tempo, crea anche una differenza acustica fra le due orecchie. Il nostro cervello, fin dalla nascita, impara a capire questi meccanismi ed impara, quindi, a comprenderli correttamente.

Inoltre, la grandezza fisica del padiglione auricolare è fondamentale per carpire meglio le alte frequenze, cioè quei suoni molto importanti nella discriminazione vocale. Nello specifico, l’unione di questi effetti, crea una risonanza maggiore sui suoni acuti compresi tra 4000 Hz e 9000 Hz.

Mi permetto di fare una parentesi sugli apparecchi acustici.

Quando un apparecchio acustico è poggiato dietro l’orecchio, come quelli che ormai conosciamo come brutti ed ingombranti, abbiamo un ingresso del suono in una posizione sbagliata.

Sappiamo tutti che il padiglione ha queste fondamentali funzioni capaci di dare una migliore capacità di riconoscere le parole, pertanto, per sfruttare la nostra natura, l’apparecchio acustico dovrebbe stare nel canale uditivo e non sopra l’orecchio.

 

Il Condotto uditivo esterno

Il condotto uditivo esterno o meato uditivo esterno, è un canale a forma di S italica che mette in comunicazione il padiglione auricolare alla membrana timpanica con la quale termina. Insieme al padiglione, quindi, convoglia le onde sonore alla membrana timpanica. E’ statisticamente lungo circa 2,5 cm e nel suo interno ci sono ghiandole ceruminose in grado di proteggere il canale stesso da agenti esterni, batteri, insetti eccetera. La fisiologia del canale uditivo è molto delicata, pertanto si sconsiglia l’uso dei cotton fioc , in grado in alcuni casi di creare anche mal d’orecchio.

mal di orecchio

Anche il condotto uditivo esterno ha un compito molto importante nell’enfatizzare i suoni e come il padiglione auricolare tende a migliorare la discriminazione delle parole. Con esattezza, le frequenze dove la risonanza è più efficace è compresa tra 1500 hz e 3000 hz.

Fonemi in frequenza

Voglio far notare come le consonanti, p, h, g, sh, t, k, f, s, th sono infatti localizzate nel grafico a frequenze comprese tra 1500 hz e 3000 hz. Possiamo pertanto, chiaramente affermare che queste risonanze sono essenziali nel capire le parole.

Quando un paziente è affetto da ipoacusia neurosensoriale, infatti, perde proprio la capacità di riconoscere alcune parole e questo è dovuto al fatto che, queste diverse sensibilità di udito, normalmente, sono localizzate proprio su queste frequenze.

Non a caso, infatti, i pazienti indagati all’esame vocale, sbagliano a riconoscere le parole confondendo per esempio:

  • Pane-Cane
  • Miele- Fiele
  • Uscio- Guscio
  • Menta- Lenta
  • Seme -Pene

 

Patologie dell’orecchio esterno

Le patologie dell’orecchio esterno possono essere molteplici e possono generare disturbi anche molto importanti.

 

  • Tumori dell’orecchio esterno

  • Infezioni o otiti

  • Dermatiti

  • Anomalie dello sviluppo

  • Pericondrite

 

Tumori dell’orecchio esterno

L’orecchio esterno può essere sede di tumori benigni o maligni anche se molto rari.

Tumori benigni :

Ateromi, Cheloidi, Corno cutaneo, Cisti, Angiomi, Fibromi e Condromi.

Tumori maligni:

Carcinoma a cellule basali , Epitelioma, Carcinoma spinocellulare, Epitelioma e  Melanoma maligno.

 

Infezioni o Otiti

Con il termine “Otite” si intende un’infiammazione a carico dell’orecchio derivante o da un’infezione o da un trauma.

A seconda della zona interessata, l’Otite si distingue in due tipologie:

  • O. Esterna= in questo caso, la zona interessata è l’orecchio esterno (cioè Padiglione Auricolare e condotto uditivo esterno) ;
  • O. Media= la zona interessata è l’orecchio Medio (cioè la cassa del timpano).

 

Dermatiti

Quando si è affetti da una dermatite dell’orecchio esterno, il primo sintomo è il prurito. L’orecchio diventa rosso e si assiste ad un gonfiore più o meno importante.

Fondamentalmente la dermatite può essere da contatto o eczematosa.

La dermatite da contatto è di solito causata da agenti esterni, come orecchini che contengono nickel o cosmetici come lacche, tinte per capelli eccetera.

La dermatite eczematosa, invece, si manifesta tipicamente nei pazienti affetti da patologie come la psoriasi o che hanno una sensibilità cutanea notevole.

 

Anomalie dello sviluppo

Le anomalie di sviluppo dell’orecchio esterno, sono patologie che normalmente si hanno dalla nascita ose ne accorge subito dopo. Fra le più importanti, si ricordano le Microtie o le Atresie del condotto uditivo.

La Microtia è il mancato sviluppo del padiglione auricolare dove, tuttavia, una bozza dello stesso c’è sempre. La microtia, infatti, può manifestarsi semplicemente con un padiglione auricolare piccolo ma completo o mancante in alcune zone. Diversa, invece, la Anotia dove il padiglione auricolare non si forma affatto.

L’Atresia del condotto uditivo, esprime la mancanza totale o parziale del condotto uditivo. Normalmente, i pazienti affetti da Atresia sono mancanti anche della membrana timpanica. Questa patologia che in molti casi, si può risolvere con l’intervento chirurgico, può generare una ipoacusia trasmissiva.

 

Pericondrite

La Pericondrite è l’infezione del tessuto che ricopre la cartilagine del padiglione auricolare. Si manifesta con dolore e gonfiore della pinna auricolare ed in alcuni casi può generare febbre. Si può manifestare dopo il piercing all’orecchio, dopo un trauma o dopo una puntura di insetto. Fondamentalmente si forma un’infezione con del materiale purulento (pus) fra la cartilagine e la pelle esterna e talvolta si può assistere ad una deformazione dell’orecchio. Non è inoltre rara, nei pazienti diabetici.